Tvor, který zpívá do půdy (Una creatura che canta nella terra)
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Descrizione
Pittura strutturale astratta su tela, tecnica mista con strati di colore sovrapposti e sfumati, incisioni, tratteggi e disegni marcati sulla superficie.
Il dipinto raffigura un discendente tardivo di una delle prime creature impreviste nate all’interno della simulazione dell’Ultima Guerra.
I suoi antenati vivevano in laghi poco profondi. Quando l’acqua iniziò a ritirarsi, sui loro corpi comparve una morbida escrescenza. All’inizio non aveva uno scopo evidente. Gradualmente, però, si trasformò in un sesto arto e successivamente in una sacca, nella quale le creature riuscivano a conservare l’acqua durante i lunghi viaggi sulla superficie del pianeta che si stava prosciugando.
L’evoluzione non si fermò qui.
Dopo molte generazioni, la sacca si trasformò in un organo di risonanza. La creatura la appoggiava al suolo e trasmetteva in esso profonde vibrazioni. I suoi discendenti riuscivano così a comunicare attraverso le pianure, a mettersi in guardia dai pericoli e a scambiarsi esperienze attraverso il terreno stesso.
La parte scura dell’immagine rappresenta il corpo della creatura, che quasi si confonde con il paesaggio.
Le superfici verdi e dall’aspetto metallico raffigurano la superficie del pianeta. Le linee incise non sono una semplice struttura del terreno, ma sono le tracce del suo canto, che si diffonde sotto la superficie e ritorna trasformato dalle risposte degli altri esseri.
Nessuno aveva ipotizzato questa capacità. Non faceva parte di alcuna previsione e non aveva uno scopo prestabilito.
Proprio per questo era reale.
Nel momento in cui Nara percepì per la prima volta il suo canto, capì che davanti a sé non c’era più solo un modello computazionale.
La simulazione era diventata un mondo. E la superficie del pianeta, una lingua.