Josef Karel
Česká republika 🇨🇿
Ho avuto un’infanzia bella e felice. Eccellevo soprattutto in educazione artistica, per il resto ero uno studente nella media e spesso marinavo la scuola. Al liceo si è aggiunto anche l’alcol… A quindici anni ho iniziato a fare ampio uso di marijuana. Un anno dopo, l’elevato consumo di questa sostanza mi ha portato ad avere allucinazioni continue. Queste sono durate, anche da sobrio, per altri tre anni. Il fatto di non essere schizofrenico lo devo probabilmente a qualche forza superiore. Quando ho iniziato a dipingere, ho sentito che tutto affiorava in superficie. Nei miei primi lavori si nota abbastanza bene. La mia anima è stata a lungo contaminata. Ho distrutto o bruciato decine di quadri... Beh, lo vedete voi stessi. Preferisco raccontarvi di come ho incontrato per la prima volta il pittore Josef Karel. Ci siamo conosciuti quattro anni dopo. All’inizio, infatti, lo conoscevo solo come esperto appassionato di animazione contemporanea e come cineasta e fotografo entusiasta. All’epoca, però, con il cavalletto come un vero barbizonese, si recò a dipingere Bořeň, la maestosa montagna sopra Bílina, che era già stata dipinta e disegnata dai più grandi romantici, Caspar David Friedrich e Johann Wolfgang Goethe, e dopo di loro decine di altri dilettanti fino a Josef Karl, il quale, partendo da un’originale forma di roccia feldspatica a forma di leone in balzo, continuò a perfezionarla e modellarla così a lungo, oscurando cielo e terra, finché non gli dissi quella fatidica frase: «Questo non è più affatto Bořeň, tu non sei affatto un paesaggista!» Josef ribatté: «Allora cosa dovrei dipingere?», e seguì l’unica risposta possibile, che io chiamo «la porta delle possibilità iniziali»: «Beh, guardati intorno, qui troverai soggetti… che ti piaceranno».Josef si guardò intorno e scelse Fifinka, proprio quella Fifinka del famoso «Čtyřlístek» (che, per caso, colleziono), e la dipinse impiccata, con le mutandine abbassate e una macchia rossa (anticipando di quattro anni l’artista svedese Liv Strömquist, che con i suoi dipinti nella metropolitana di Stoccolma richiamò l’attenzione dei passeggeri stupiti sul tema delle mestruazioni). Ma quello non fu l’inizio vero e proprio della sua carriera di pittore… Josef dice a questo proposito: «Ispirato dal surrealismo, ho iniziato ad aprire le porte del subconscio e a dare vita alle tele bianche raffigurando i miei sentimenti e i miei sogni. I dipinti riflettono il mio subconscio. In essi si trova tutto ciò che ho vissuto, nel bene e nel male. Compresi i confini che spesso si confondono tra queste due categorie.Queste opere sono sia l’espressione della mia creatività artistica, sia la mia reazione inconscia al mondo. Estratto dal catalogo di Josef Karel, Testo: Patrik Linhart