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Descrizione
Il momento in cui la vittima viene trasformata in strumento. La memoria rimane. La scelta no.
Non percepisco la medusa come un personaggio né come un simbolo di vendetta, ma come uno stato. Uno stato in cui la memoria rimane, ma il ritorno non è più possibile.
Come conseguenza di una situazione in cui l’uomo deve diventare uno strumento per poter continuare a esistere. Ciò che era umano rimane conservato come memoria separata, imbalsamata, presente.
Gli occhi di serpente non sono una protezione, ma un meccanismo di sorveglianza che veglia affinché il confine non venga mai più oltrepassato. L’occhio socchiuso di Medusa non si volge verso l’esterno. È rivolto verso l’interno, verso il luogo in cui è ancora presente la consapevolezza di chi fosse.
Questa immagine non riguarda né la resistenza né la vendetta. Riguarda uno stato in cui la memoria rimane viva, ma la scelta non è più possibile.
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