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NAM.TAR.NABIRU

29,412 €

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Descrizione

Installazione dell’opera 125–65–145 cm / 7 kg / sospensione a un unico punto, 2026, serie: Babylon

Tecnica: Saphea Phenomenal Spatial.

Quest’opera è un’entità rituale protettiva, concepita per evocare uno stato di sicurezza preverbale e di sospensione liminale. Funziona come uno scudo avvolgente e affettivo che regola l’esperienza spaziale dell’utente.

Innovazione tecnologica: nonostante le sue dimensioni, che la rendono una figura a grandezza naturale, l’opera pesa meno di 7 kg ed è progettata per un sistema di sospensione a punto singolo. Può essere installata su qualsiasi parete utilizzando un unico ancoraggio, senza la necessità di complessi supporti strutturali. Ciò consente un impatto completo e specifico per il luogo con un intervento spaziale minimo e rappresenta un significativo progresso nell’integrazione di figure scultoree di grandi dimensioni negli ambienti interni.

Il materiale determinante è l’emozione, trasformata in forma pietrificata. Corporeità presomatica. Movimento nel tempo e nello spazio, conservato in modo permanente dalla blockchain. Una firma in rilievo distintiva. Chiaroscuro. Il corpo si adatta all’oggetto e l’oggetto si adatta allo spazio. L’opera coinvolge attivamente la coscienza dello spettatore ancora prima di una definizione cognitiva. Modula l’acustica della stanza attraverso la diffusione delle onde sonore e la soppressione del riverbero. È realizzata con materiali d’archivio privi di acidi e dotata di uno schermo protettivo integrato contro i raggi UV.

La donna più pericolosa è quella che la vita ha spezzato, eppure ha deciso di rialzarsi.

Una donna che ha vissuto momenti che l’hanno spogliata nuda e messa faccia a faccia con verità da cui gli altri fuggono per tutta la vita. Ha visto com’è il mondo senza filtri né abbellimenti. Ha toccato il fondo così duramente da smettere di riconoscere se stessa. Quando tutto è crollato e ha affrontato da sola le notti più buie – perché tutti quelli di cui si fidava erano scomparsi – ha scoperto che l’unica cosa che non potrà mai perdere è se stessa e la capacità di trasformare il dolore in forza sulla tela.